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Gigio: che fretta c'era? 5 domande per Gianluigi Donnarumma

Prima è la rabbia. Poi la tristezza. Infine l'incredulità. Ma davvero? Sta davvero succedendo?




Fassone: "Donnarumma non rinnoverà il contratto con il Milan"




Avremmo mille ed una domanda da porre a Gianluigi e alla sua famiglia. Non a Raiola, che è l'unico ad essersi esposto in questi mesi, ma a loro, i veri diretti interessati. Mino Raiola fa il suo lavoro alla stessa, identica maniera da anni. Chi ha voluto stare con lui, c'è stato, e ha spesso goduto di trasferimenti milionari con ingaggi da favola. Per una grande carriera e grandi vittorie, beh, quelle sono cose che non puoi scegliere, te le devi guadagnare. 

Ma andiamo con ordine. Queste sono le cinque domande che vorremmo fare agli interessati. La prima è rivolta alla famiglia del ragazzo:

E' questa la cosa giusta da fare? E' questa la strada su cui volete che vostro figlio cammini? Donnarumma è adulto, ormai, e ha la facoltà, il diritto e la capacità di scegliere per sè. Ma non era adulto quando gli si affiancò Raiola come procuratore. Non era maggiorenne quando è stato scelto per lui un procuratore noto per l'abilità di monetizzare i propri clienti, più che supportarne il processo di crescita. Davvero è questo il genere di influenza che un genitore può desiderare per il proprio figlio?

Questo ragionamento ci porta alla seconda domanda:

Davvero per un ragazzo di 18 anni, seppur di talento, un ingaggio da 5 milioni di euro l'anno in una delle squadre più titolate al mondo non è abbastanza? Davvero uno che esordisce quando i propri coetanei sono impegnati tra le giovanili e gli esami di maturità non può aspettare qualche anno prima di cimentarsi per vincere la Champions League? Davvero prendere più soldi di Gianluigi Buffon e solo due milioni meno di Neuer (che due cosine, in carriera, le ha vinte) non è abbastanza? Queste da sole ci porterebbero ad oltre le cinque domande preventivate, ma rappresentano un dubbio unico a proposito della questione meramente economica. E l'economia c'entra, in parte anche con il tema della terza domanda:

Quale progetto migliore di quello messo in campo dall'attuale società avrebbe convinto il ragazzo a mettere la propria firma sul rinnovo di contratto? Quanti soldi avrebbero dovuto investire Fassone e Mirabelli più dei 100 milioni già impegnati (tra anticipi e pagamenti dilazionati) nel mercato?

Perchè tutte quelle dichiarazioni d'amore, non ultima l'intervista rilasciata a GQ pochi giorni fa, per poi arrivare a questo scenario? Quale motivazione ancora celata può rendere comprensibile ai più questo genere di comportamento? Vale davvero così poco la coerenza e l'integrità professionale nel mondo del calcio? Ed è davvero un comportamento saggio e senza conseguenze negative quello di chi bacia uno stemma battendosi il petto per l'orgoglio pochi mesi prima di levare le tende senza un motivo valido?  Arriviamo così all'ultima domanda:

Gigio. Gianluigi. Sei più forte di Balotelli? Sei più bravo, più intelligente e più saggio di lui? Perchè Mario di errori ne ha fatti, e tanti, in carriera. Ma una cosa non si discute: era (e sarebbe) un fenomeno. Fisicamente potente, veloce, tecnico e dotato di guizzi fuori della norma. Eppure? Eppure estate dopo estate arriva ad agosto senza sapere che maglia vestirà. E non sono più le milanesi, le due di Manchester o le spagnole a contendersi il suo cartellino: c'è un Liverpool che non ne vuole più sapere niente ed un Nizza non poi così motivato a riscattarne i diritti (anche a causa di uno stipendio da top player che della sua carriera è l'unica cosa rimasta al top). Hai davvero la presunzione di poter fare meglio di lui iniziando la carriera come e peggio di lui? Credi che dopo un trasferimento multimilionario - come crediamo avverrà a questo punto - e con uno stipendio da numero uno al mondo nel tuo ruolo, ti sarà concesso di crescere e sbagliare come è giusto che faccia un ragazzo della tua età? Non hai nessuna paura di bruciarti una carriera, oltre che la reputazione, facendo il passo più lungo delle tue lunghissime gambe? Balotelli si è creduto migliore di gente come Messi, che, con il mondo ai propri piedi, ha deciso di piantare la tenda nella città che ha creduto in lui per farne le fortune fino a renderla la capitale mondiale del calcio per diversi anni. Non per due spiccioli, si intende, ma senza nemmeno pretendere tutto e subito.

Chi scrive è sinceramente dispiaciuto dell'esito di questa vicenda. L'amarezza è salita giorno dopo giorno osservando l'inerzia della questione continuare fino al punto di non ritorno, quello in cui ci troviamo ora. Gianluigi, Gigio, sei il tipo di giocatore capace di scaldare il cuore persino al di là delle tue enormi capacità tecniche. Fa male vederti fare passi talmente incomprensibili da riuscire a mettere d'accordo tutto quel popolo che tanto ti ha amato e che altrettanto ama dividersi e discutere su questo o quel punto. Siamo tutti con la società, perchè dal nostro punto di vista non avremmo potuto chiedere di più a dei dirigenti che hanno fatto letteralmente di tutto per tenerti, e lo hanno fatto alla luce del sole, con dichiarazioni chiare seguite da fatti coerenti. Ma vorremmo essere con te. Vorremo capire ciò che stai facendo o che ti sta accadendo. E vorremmo capire il senso di questa intervista a GQ (CLICCA PER LEGGERLA). Da chi ti ha voluto, calcisticamente e umanamente bene, un saluto. E nonostante tutto, un abbraccio. Sperando che tu non debba pentirti di questa scelta in futuro.


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