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Al di là dei colori: il saluto a Francesco Totti e la Salvezza del Crotone

L’ultima giornata di uno spento campionato di Serie A, da tempo già deciso, ha regalato bei momenti che non possono che essere uno spot sia per questo meraviglioso gioco, come definito da Francesco Totti, che, soprattutto, per un campionato come il nostro, dove spesso a far parlare sono gli episodi negativi.



Ieri, invece, al Renzo Barbera ed all’Olimpico di Roma hanno trionfato da una parte i valori dello sport e della combattività, e dall’altra quelli della lealtà e dell’amore per la maglia.



Sulla salvezza del Crotone ben pochi avrebbero scommesso anche solo un Euro, calendario alla mano, con l’Empoli impegnato fuori casa al Barbera contro un Palermo già retrocesso e un Crotone di fronte allo scoglio Lazio, squadra rivelazione (insieme alla Dea) di questo campionato.



Eppure, alla faccia del solito complottismo e disfattismo italico, al Barbera succede l’impensabile: il Palermo batte l’Empoli regalando, al Crotone una salvezza impossibile da immaginare fino a poche giornate fa, ed a tutti i tifosi italiani la certezza che, anche in un calcio che molti di noi sentono cambiato, i valori dello sport, nonostante tutto, continuano a contare qualcosa.



Ed è forse proprio la stessa idea di essere il protagonista di un gioco, un bellissimo gioco, l’ingrediente che ha reso Francesco Totti un giocatore amato al punto da ricevere, nel giorno del proprio saluto, un tributo universale come se ne vedono davvero pochissimi nel mondo dello sport. Un amore per la sua città e per la sua squadra che tutti noi avevamo percepito senza essere realmente in grado di immaginarne la grandezza. Totti rappresenta un calciatore rarissimo per quello che ha espresso sul campo, ma unico al Mondo per quello che ha rappresentato fuori dal rettangolo verde.



Totti è stato il simbolo prima che della propria squadra, della propria città e della romanità, tanto da essere rispettato e salutato anche dai tifosi laziali, avversari di sempre e spesso autori di quello sfottò divertente e puntualmente ricambiato, in una città dove il senso di appartenenza ad una squadra è qualcosa che ti porti dentro.



Il saluto di ieri non è stato un semplice saluto rivolto ad uno sportivo, ma il vero e proprio saluto di una generazione a un pezzo della propria vita, il saluto di un amico ad un fedele compagno di un viaggio durato quasi 30 anni, e che da ieri ci ha fatto sentire tutti un po’ più vecchi.



Come detto dallo stesso Totti, forse è vero, il suo addio rappresenta il risveglio da un sogno ed il trovarsi dinanzi ad un orologio che nel frattempo ha continuato implacabilmente a far scorrere le proprie lancette, facendoci rivivere in un baleno più di 20 anni della nostra vita. Dal 1993 ad oggi, un periodo per chi, come chi scrive, ha rappresentato il passaggio dall’infanzia all’essere adulti.



Ciascuno di noi ieri sera si è emozionato dinanzi allo spettacolo offerto dall’Olimpico al proprio Capitano, che è stato e resterà negli anni simbolo del grande amore di una città per il proprio figlio prediletto, in uno spettacolo talmente perfetto che pare essere uscito dalla penna di un grande scrittore, e che, probabilmente, per un giorno, oltre ad averci riportato indietro nel tempo, ci ha reso tutti un po’ romanisti.


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