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Viaggio nel Milan che sarà: Musacchio

Quello che abbiamo iniziato parlando di Suso (CLICCA QUI PER LEGGERE) è un viaggio a tappe che ci porterà a conoscere il Milan del futuro, e continuerà tutta primavera ed estate, fino alla chiusura della sessione estiva di scambi. Analizzeremo le certezze della rosa attuale e i giocatori che vedremo passo passo varcare la soglia del centro sportivo di Milanello nei mesi a venire. Non prenderemo in considerazione voci di mercato e notizie che non siano ufficiali, per non cavalcare l'onda di entusiasmi non giustificati. 



Il caso che andiamo a trattare oggi è una piccola eccezione. Non c'è l'ufficialità dell'acquisto, nè un comunicato stampa che lo annunci, ma tutte le testate italiane e straniere danno l'affare per fatto e le società, oltre a non avere smentito, pare stiano solo aspettando la fine dei campionati per fare l'annuncio.



Oggi parliamo di:



Mateo Pablo Musacchio





PRIMI PASSI



Mateo, che di cognome fa Musacchio, è un ragazzo argentino di 26 anni (27 ad agosto) con famiglia di origine italo-albanese. Di mestiere fa il difensore centrale e i suoi nonni paterni erano di Portocannone, nel basso Molise, sede di una comunità Arbëreshë. Il suo stesso cognome, molto comune nel Sud Italia, è l'italianizzazione di Muzaka (regione del centro-sud dell'Albania). Muove i suoi primi passi nelle giovanili del River Plate, squadra presso la quale fa il suo esordio tra i professionisti. In Argentina vince un campionato di Clausura prima di trasferirsi a 19 anni in Spagna.



L'ARRIVO AL VILLAREAL



Il primo anno in terra iberica, per il giovane Mateo, è di ambientamento. Viene aggregato al team B, dove inizia ad accumulare esperienza di calcio europeo totalizzando 22 presenze e 3 gol. Il secondo anno però è già ora di salire in prima squadra. Diventa subito titolare, totalizzando nel 2010/11 52 presenze (31 in campionato, le altre divise tra Coppa del Re ed Europa League). Viene immediatamente blindato da una clausola rescissoria di 50 milioni, che ne rende proibitivo l'acquisto per diversi anni. Lo sa bene Montella, che lo avrebbe voluto anche ai tempi dell'esperienza a Firenze. Il 13 Aprile 2015 si infortuna gravemente rompendosi il perone, e le immagini fanno il giro del mondo.





Il recupero è lungo e reso difficile dalle ricadute muscolari tipiche di chi riprende dopo un trauma tanto grave. Su questo cerca di fare leva Adriano Galliani quando, su richiesta di Montella, intavola una trattativa col Villareal nell'estate del 2016. La dirigenza del sottomarino giallo però è irremovibile, e chiede all'ex AD rossonero 25 milioni solo per iniziare a discutere e, come sappiamo, in quell'estate di budget, Galliani, ne aveva poco e nulla. Nel Villareal Mateo è un leader tecnico e di spogliatoio, tanto che, quando lo scorso agosto Marcelino lo spoglia della fascia di capitano, i due arrivano allo scontro e la società sceglie di appoggiare il giocatore invece che il tecnico, il quale in risposta si dimette a pochi giorni dal preliminare di Champions League.





LA TRATTATIVA COL MILAN



Naufragato il tentativo di Galliani di portarlo a Milano, pare ci abbiano pensato Fassone e Mirabelli a fare il regalo che Montella chiedeva. E' notizia di questi primi giorni di maggio che le due società si sarebbero accordate per una cifra vicina ai 18 milioni di euro (molto vicina alla valutazione che ne da Transfermarkt, come potete vedere). Al giocatore è stato promesso un quadriennale ed il tutto verrà ufficializzato al termine dei campionati nazionali (per non causare distrazioni in una fase così decisiva della stagione). Di lui si dice abbia piedi educati, buoni mezzi fisici ed una spiccata attitudine all'impostazione del gioco, tanto da poter essere impiegato anche come mediano davanti alla difesa.



Quello che è certo è che, come non succedeva da anni, vediamo il Milan muoversi con cognizione di causa e con ottimo anticipo, per fornire ad un allenatore finalmente confermato e supportato, gli elementi richiesti affinchè possa dispiegare il gioco che ha in mente.

Questa cosa non può che essere interpretata positivamente, e riportare un po' di ottimismo anche in un periodo particolarmente duro di una stagione complessa ma non avara di sorprese e di piccole soddisfazioni.



Se, come sembra certo, Mateo andrà a comporre la coppia centrale del prossimo anno insieme a Romagnoli, gli - e ci - auguriamo che possa ambientarsi al meglio nel nostro calcio affinchè si esprima al massimo del proprio potenziale. 


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