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Viaggio nel Milan che sarà: Suso

Questo è l'anno zero. Il Milan, regale fenice dal nobile passato, giace sfinito tra le ceneri di un passato di glorie e trionfi. E come ogni fenice che si rispetti, nel momento della sua morte essa pone le radici della propria rinascita. E le piume vecchie e consunte bruciano per fare spazio alle nuove, lucide e luminose, piene di vita.

Questa dev'essere la metafora di un Milan che smette le politiche di ridimensionamento degli ultimi anni per tornare a prendere il proprio posto nell'elite del calcio mondiale, laddove è sempre stato e sempre avrà posto.

Ma, fuori di metafora, cosa significa tutto ciò? Sgnifica che in campo ci devono andare undici giocatori di primo livello. Significa che la maglia rossonera devono vestirla talenti di prima mano, e non avanzi di altre big internazionali misti a scommesse ad alto rischio. In una parola, significa "calciomercato".

Quello che iniziamo oggi è un viaggio a tappe che ci porterà a conoscere il Milan del futuro, e continuerà tutta primavera ed estate, fino alla chiusura della sessione estiva di scambi. Analizzeremo le certezze della rosa attuale e i giocatori che vedremo passo passo varcare la soglia del centro sportivo di Milanello nei mesi a venire. Non prenderemo in considerazione voci di mercato e notizie che non siano ufficiali, per non cavalcare l'onda di entusiasmi non giustificati. 

Oggi cominciamo con quella che forse è stata la più grande sorpresa del 2016/2017, giocatore di cui in questi giorni si sta trattando il rinnovo del contratto:



Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre, in arte, Suso





PRIMI PASSI

Nasce il 19 novembre del 1993 (Francesco Totti aveva già esordito in serie A) a Cadiz, in Spagna, cittadina in cui si forma calcisticamente fino a farsi notare da Barcellona e Real Madrid. Nel 2010 però è il Liverpool ad anticipare la concorrenza portandoselo a casa. Lì il ragazzo passa due anni nelle giovanili prima di debuttare in prima squadra. Dopo un buon inizio come attaccante di fascia destra, gli arrivi di Sturridge e Coutinho gli chiudono la strada, tanto che l'anno successivo passa in prestito all'Almeria, per fare esperienza. In Spagna si esprime a grandi livelli, giocando tutta la stagione come titolare fisso. Torna così al Liverpool, convinto di trovare spazio, ma i nuovi arrivi di Lallana e Lambert gli chiudono definitivamente la strada per l'undici titolare.

L'ARRIVO AL MILAN

E' l'11 gennaio del 2015. Galliani convince il Liverpool a liberare con sei mesi di anticipo il ragazzo, che aveva già fatto capire di non avere nessuna intenzione di rinnovare il contratto con il team inglese. Ad attenderlo a Malpensa non c'è nè un tifoso nè l'ombra di un giornalista. Come un Cardacio o un Viudez qualsiasi, Suso si presenta a Milanello nel disinteresse di stampa e tifosi, deciso a parlare più coi piedi che con le parole. Gli stessi piedi con cui ha convinto Rocco Maiorino ed Ernesto Bronzetti, osservatori del Milan, a scrivere le relazioni che convinsero Galliani della bontà dell'acquisto.

L'ARRIVO DI MIHAJLOVIC

Messi in archivio i primi mesi con Inzaghi, resi difficili dal caos tattico del Milan di quei giorni e dalla fisiologica necessità di ambientarsi nel calcio italiano, con il nuovo tecnico e dopo un'estate in cui il Milan spende una discreta cifra sul calciomercato, da Suso ci si aspetta che mostri finalmente le proprie qualità. Sinisa però non lo vede affatto. Complice un inizio di stagione molto positivo da parte di Honda, che sembra il fratello forte dello spettro visto l'anno precedente, Suso fa la spola tra panchina e tribuna, disputando un numero veramente esiguo di minuti sotto la gestione di Miha. Ha carattere, il ragazzo di Cadiz, e tutta l'intenzione di imporsi per le qualità che è convinto di avere. A gennaio fa le valige per andare altrove a prendersi le attenzioni che a San Siro non ha.

IL PRESTITO AL GENOA

Se con Mihajlovic aveva disputato un totale di 55 minuti, tra uno scampolo di partita e l'altro, a Genova tutto cambia. Titolare fisso, con 6 gol (di cui 2 in un derby) e 2 assist in pochi mesi, tutto Marassi si inchina al suo talento. Preziosi vorrebbe trattenerlo per l'anno successivo, ma Suso ha un obbiettivo chiaro in testa: far ricredere Milano e i milanisti.

IL RITORNO

Tornato a Milanello, parla col nuovo tecnico Montella, con cui si genera un ottimo feeling e capisce di essere finalmente al posto giusto al momento giusto. Galliani, su richiesta del giocatore, rifiuta le offerte di Celta Vigo e West Ham, così che ai nastri di partenza del campionato, Suso veste i panni di titolare nel tridente d'attacco del Milan.




Il Milan è la mia scelta




Il resto è storia contemporanea. Suso stupisce per la costanza di rendimento e per qualità di giocate. Segna e fa segnare, con un sinistro come non se ne vedevano da un po' da queste parti (considerando che prima di lui quella fascia era di Cerci e Honda...).

Il 27 agosto segna la prima rete in campionato col Milan, contro il Napoli, ma è il 20 novembre a far esplodere per la prima volta San Siro con una doppietta di straordinaria fattura contro l'Inter. Due gol in un derby, a meno che tu non sia Comandini, significano tanto, tantissimo, specilamente di questi tempi. Specilamente se non rimangono un caso isolato. Con Suso da un lato e Bonaventura dall'altro, la squadra rossonera mette in fila uno straordinario filotto di risultati che per la fine dell'anno la porta ad un incredibile secondo posto, davanti a Roma, Napoli e Inter. Il Milan di Montella gioca molto sopra le aspettative, per qualità e per risultati, e Suso è uno dei simboli.

L'inizio del nuovo anno è traumatico per il team, che perde molti punti in partite apparentemente facili. Juve, Roma e Napoli scavano il solco, mentre l'Inter torna a farsi sotto, insieme a Lazio e Atalanta, ma Suso rimane una delle certezze di Montella, che quando lo perde per infortunio vive diverse giornate di difficoltà.

UN PROFESSIONISTA

A prescindere da come finirà quest'anno per il Milan, il ragazzo spagnolo ha mostrato una maturazione impressionante, che ha spinto molti grandi club a mettergli gli occhi addosso e il ct della nazionale roja a preconvocarlo. Una crescita sottolineata anche dall'aumento esponenziale del valore del suo cartellino. Pagato giusto il disturbo al Liverpool affinchè lo liberasse con qualche mese di anticipo (1,3 mln), oggi secondo Transfermarkt il suo cartellino è valutato 13 milioni. Cifra che può non impressionare, ma che un certo effetto lo fa se considerato che un anno fa, di milioni, ne valeva 5. Se il ragazzo, preso per l'appunto a parametro zero, dovesse trovare spazio fisso nei convocati della nazionale spagnola e confermarsi su questi livelli il prossimo anno, immaginiamo che il valore potrebbe crescere ancora, e di molto. Uno stile di vita sano, una vita privata equilibrata, ed il supporto di famiglia e amici, raccontano di un professionista serio su cui poter fare conto in ogni momento della stagione. Non a caso, una delle prime mosse della nuova dirigenza è proprio quella di iniziare le discussioni per il rinnovo del contratto (in scadenza nel 2019). Suo padre ha recentemente dichiarato che è più che probabile che le trattative vadano in porto. Suso ama il Milan e vuole continuare qui la sua carriera. E secondo chi scrive, il ragazzo, ha ampiamente dimostrato di meritarselo. Ha mostrato di avere il carattere per superare ogni difficoltà, la classe per fare la differenza e la tranquillità interiore per giocare sopra i problemi e le tensioni societarie (che quest'anno al Milan non sono mai mancate). 

Uno degli uomini della rosa attuale da cui ripartire, secondo chi scrive, è il 24enne nato a Cadiz. E voi, milanisti, che ne pensate?


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