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5 vs 5: profezie Disney sul Milan, fondi senza fondo ed un'estate che non arriverà mai.

Rieccoci a giocare questo 5 vs 5 tra le cose che vanno e quelle che non vanno in questo Milan di primavera, a metà tra un inverno di nebbie ed un'estate che potrebbe essere da sogno come da incubo. Pronti? Via!



Team Pro




  1. Donnarumma è umano. E Donnarumma è ancora fortissimo. Sembrerà un controsenso mettere il buon Gigio nel team dei Pro questa settimana, ma chi ha visto la partita sa che nonostante l'errore, grave ma fortuito, ad inizio partita, il portierone rossonero non si è scomposto e ha mantenuto il sangue freddo per il resto della partita, risultando pronto nelle poche occasioni in cui è stato chiamato in causa. E, come ha detto Fabio Capello, dopo un caso del genere, la cosa migliore da fare, invece di criticare, è abbracciare il ragazzo negli spogliatoi.

     

  2. Yonghong Li non è un semplice intermediario. Appare ormai chiaro che, considerata la natura dell’operazione di acquisto del Milan descritta dai media, la figura di Yonghong Li sia divenuta centrale andando ben oltre la semplice funzione di investitore o capo cordata cinese o, ancora, di intermediario. Yonghong Li sembra essere a tutti gli effetti un uomo d’affari, un imprenditore dotato di un piccolo impero economico quantificabile intorno ai 500 milioni di euro, spicciolo più, spicciolo meno. Anche se non possiede un patrimonio di miliardi, il potenziale futuro azionista del Milan cinese sembrerebbe comunque possedere i requisiti minimi, finanziari - e ci si auspica anche professionali - per provare a prendere il Diavolo per mano per qualche tempo e con un barlume di speranza per un futuro più roseo. L’Associazione dei Piccoli Azionisti del Milan - APAMilan parteciperà alla storica Assemblea degli azionisti che a Casa Milan il 14 aprile p.v., in prima convocazione, sperando di scoprire una volta per tutte le sorti del nostro Milan. Le acque restano torbide e insidiose ma forse la nebbia potrebbe cominciare a dissolversi.

     

  3. È giunto Elliott, il fondo americano: salvatore e padrone. Questi signori della Elliott Management Corporation, tra i migliori al mondo nel loro settore, si occupano in soldoni di elargire mega presiti tramite operazioni finanziarie più o meno rischiose o speculative e, di norma, non sbagliano un colpo (almeno dal loro punto di vista). Il coinvolgimento temporaneo del fondo americano Elliott consentirebbe a Yonghong Li di finalizzare l’acquisto del Club rossonero e di coprire i costi di gestione della squadra, della società e, speriamo, del mercato, almeno per l’anno corrente. Il fondo entrerebbe a pieno titolo nelle dinamiche sociali del Club e potrebbe indicare, ad esempio, almeno uno dei membri del nuovo Consiglio d’Amministrazione del Milan. Peraltro, nel caso in cui Yonghong Li non dovesse riuscire a ripagare il prestito erogato secondo le condizioni ed entro i termini concordati con il fondo ci sarebbe un altro soggetto ad entrare automaticamente in possesso delle quote di maggioranza del Milan e a dirigere il Club, Elliott per l’appunto, in forza delle garanzie che sarebbero poste alla base dell’operazione di finanziamento sotto forma di pegno sulle azioni stesse del Milan. In altre parole se Li non dovesse farcela il Milan non cadrebbe totalmente nel vuoto ma nelle mani, sicuramente avide, ma di un soggetto che potrebbe avere anche interesse a rivendere il Milan in modo ottimale (quantomeno in termini finanziari).

     

  4.  Yonghhong Li potrebbe avere un piano. Il Sole 24 Ore racconta di un “piano aggressivo di Li” per rilanciare il modello di business del Milan, ripagare il debito, e avviare il rilancio della Società. Uno dei passi sarebbe un'IPO (Initial Public Offering), che vedrebbe la quotazione del Milan in tempi record. Non è ancora chiaro su che piazza sarebbe orientata l’operazione di raccolta di capitale di rischio tra il pubblico ma dai tempi di Mr.Bee, altro presunto pretendente all'acquisto del Milan, erano stati indicati e sondati i mercati di Hong Kong e Piazza Affari, mentre alcuni sembrerebbero ora affascinati dall’ipotesi Wall Street a New York, come altri grandi Club europei. Senza entrare nel merito della bontà o meno di una simile operazione ci si auspica che il potenziale nuovo socio cinese Li abbia davvero un piano che possa riuscire bene, come piacerebbe a noi tifosi rossoneri.

     

  5. Deulofeu continua a non sbagliare un colpo, mostrando una solidità fisica e caratteriale (la tecnica non era mai stata messa in dubbio) inattesa. Un giocatore "da Milan" che speriamo possa indossare la maglia del prossimo anno (CLICCA QUI PER VEDERE LE ANTICIPAZIONI). Sembra molto bella e ricorda le vecchie maglie rossonere a cavallo tra anni 80 e 90, ma con un taglio moderno. Piccole soddisfazioni.





Team Contro




  1. Il pareggio di Pescara è una brutta botta ai sogni europei. Specialmente perché vincendo avremmo superato l'Inter, mentre pareggiando abbiamo concesso altri due punti a Lazio ed Atalanta, che procedono a ritmi davvero sorprendenti. 

     

  2. La nebbia su Yonghong Lì, figura su cui ricadono ancora molti dubbi (ad esempio le voci su una presunta truffa che avrebbe realizzato ai danni di 18mila risparmiatori negli anni '90), nonostante qualche lieve schiarita di questo ultimo periodo, persiste. Se Li concludesse poi l’operazione con l’ausilio del fondo Elliot sarebbe per certi versi un segnale negativo per il futuro in quanto ciò significherebbe una sorta di bocciatura nei suoi confronti da parte degli istituti di credito tradizionali che non si sarebbero fidati, in tale evenienza, di aprire le linee di credito necessarie (a tassi normali). Siamo all’ultima spiaggia?

     

  3. Per un Deulofeu che fa spettacolo (ma che potrebbe essere riscattato dal Barcellona a fine anno), c'è un Bacca che fatica ancora, ma soprattutto, Bonaventura e Suso infortunati. Inutile negarlo, perdere giocatori simili, per questo Milan, significa automaticamente rinunciare ad un bottino di punti pesanti. Pasalic, Mati Fernandez e colleghi sono ottime invenzioni di mister Montella, ma non fanno la differenza.

     

  4. Il mercato si avvicina, e non sappiamo ancora se sia una cosa buona o meno. Dopo le voci su Donnarumma, ora è il turno di Suso. Ad As ha dichiarato che, a fronte di un contratto di due anni e mezzo che gli rimane col Milan, non sa cosa succederà questa estate, quindi non esclude l'eventualità di essere ceduto. Nel caso, aggiunge, gli piacerebbe tornare in Spagna. E per le cose che ha mostrato quest'anno, le pretendenti non gli mancano.

     

  5. Poco tempo per un piano ambizioso. È inutile dirlo, per quanto si possa molto moderatamente gioire per un eventuale ingresso di Elliott nell’“operazione Milan” - che senza l’intervento di tale fondo sembrerebbe oramai di difficile realizzazione - Li potrebbe fare davvero fatica a ripagare il debito contratto secondo le condizioni e nel rispetto dei termini concordati. Yonghong, infatti, potrebbe avere a disposizione, secondo i media, solo 18 mesi per saldare l’operazione, termine che se fosse confermato sarebbe estremamente stringente considerata l’entità del finanziamento, pari a circa 300,00 mln di euro, oltre ai relativi interessi da corrispondere a tassi pesantissimi. Non è il massimo come scenario e la preoccupazione che il margine di manovra per Li possa divenire inconsistente ci attanaglia. Il tempo per realizzare il "piano aggressivo di Li” per rilanciare il Milan sarà minimo e l’amico nemico Elliott non tollererà ritardi.



Per questi motivi ci faremo come sempre portatori dei dubbi del popolo rossonero. Dubbi che porteremo all’attenzione degli amministratori di A.C. Milan S.p.A., anche di quelli nuovi, e all’attenzione dell’Assemblea dei soci.


APAMilanAC

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