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Tra Genoa e realtà.

Il rapporto è di quelli solidi e duraturi, lungo ormai una decade. Milan e Genoa, Galliani e Preziosi, un amore iniziato nel 2007 con Borriello e rinnovatosi ad ogni sessione di mercato, passando per Boateng, El Sharaawy, Bertolacci, Antonelli, Suso, Niang (tra gli altri) per arrivare fino ad Ocampos dello scorso Gennaio. Domani si affronteranno in campo, e come sappiamo visto il 3-0 subito a Genova all'andata, lì le cose sono molto meno amichevoli. Come scarsamente amichevoli sono le rispettive tifoserie dal 1995, anno dell'omicidio di Vincenzo Spagnolo.(CLICCA QUI per saperne di più). La banda Montella ha ripreso un bel ritmo dopo la brusca frenata invernale, e nonostante le pesantissime assenze (questo sabato, oltre ai lungodegenti Montolivo e Bonaventura, mancheranno anche Suso e Romagnoli) siamo ancora in piena lotta per l'ingresso in Europa League, unico obiettivo ragionevolmente perseguibile quest'anno. 

Paradossalmente però, nonostante il fatto di essere, a livello di squadra, molto lontani da risultati "da Milan", quello che spaventa il tifoso rossonero è ciò che continua a succedere a livello societario. Detto che la proprietà attuale non vuole saperne di aggiornare la propria struttura e i propri modelli di business per adattarsi alla realtà attuale del mercato (che, a fronte di una spesa molto superiore ai risultati poi portati sul campo, ci vede fatturare comunque tra le prime in Italia ma molto meno delle big d'Europa) le speranze del popolo milanista si volgevano alla vendita a questi "facoltosissimi cinesi", che tanto facoltosi non sembrano, che avrebbero dovuto riportarci nelle posizioni che ci competono con immensi investimenti figli della commercializzazione del marchio A.C. Milan in Asia. E invece? E invece è notizia fresca che la terza caparra da cento milioni di euro non sia arrivata nei termini previsti. Il nuovo closing definitivo, al netto del versamento della suddetta caparra, dovrebbe avvenire il 7 di Aprile. La domanda è: su che basi? Come può, chi non riesce a garantire ulteriori cento miloni oggi, trovarne un totale di trecentoventi nel giro di tre settimane? Per non parlare dei costi di gestione e degli investimenti sul mercato che da quel momento dovrebbero affrontare. 

Inutile insistere con le stesse domande che poniamo da mesi, ed in particolare dopo che all'ultima assemblea dei soci le nostre questioni sono state nuovamente ignorate da Galliani e da Fininvest. Questo ultimissimo rinvio del versamento della caparra è passato inosservato data l'abitudine ormai sopraggiunta a questo genere di situazioni. Il tifo milanista si è pericolosamente abituato a questo stato di cose. Difficile prevedere quale sarà il prossimo passo, la prossima tappa in questa assurda vicenda, ma probabilmente se ne saprà qualcosa nel giro di pochi giorni, specialmente se la terza caparra non arrivasse.

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