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ASSEMBLEA MILAN IN PANNE: Le nuove domande dei Piccoli Azionisti si fanno sentire

All’Assemblea annuale degli azionisti erano presenti diversi membri di APAMilanAC che, preso atto della perdita per 89,3 milioni riportata nel bilancio del Milan al 31.12.2015 ancora una volta integralmente ripianata dal socio di maggioranza Fininvest, si sono presentati coriacei e tecnicamente agguerriti proponendo le proprie idee al Vicepresidente Vicario Galliani e chiedendo delucidazioni su diversi aspetti della gestione societaria, finanziaria e commerciale del Milan. 

Purtroppo è stata registrata l’assenza di membri importanti del CDA quali Barbara Berlusconi e Paolo Berlusconi; tali assenze non hanno sicuramente giovato all’Assemblea che non è potuta procedere speditamente visto il contenuto delle diverse domande poste dall’Associazione dei Piccoli Azionisti del Milan qui di seguito riportate:

1) La società segnala che i ricavi da sfruttamento commerciali sono maggiori di quelli delle principali avversarie competitor italiane (Milan 82,7 ml.  rispetto ai 53,8 della Juventus e ai 28, 2 ml del Napoli).
Il CdA ritiene che sia possibile una loro più decisa crescita o considera di avere raggiunto un livello di contribuzione non migliorabile? Vi è al riguardo un piano preciso? Sono stati posti degli obbiettivi nel medio periodo?
 

2) L’ultima ricerca svolta da Brand Finanze nel 2015 con riguardo ai marchi di squadre di calcio di maggior valore a livello internazionale, ha evidenziato la discesa nel ranking del Milan dalla 7° posizione nel 2011 alla 14° posizione nel 2015.   
Quali sono le strategie di sviluppo dei ricavi commerciali sui mercati esteri? Se ve ne sono.

  
3) Con riguardo alla messa a disposizione del marchio e degli altri simboli della squadra a favore dei partner commerciali, sono state stabilite delle linee guida e/o dei presidi che ne preservino la reputazione e il valore?
 
In particolare, la vicenda della parodia dell’“
Haka” recitata a San Siro in occasione della partita contro il Carpi è stata valutata nei suoi riflessi reputazionali?

4) Il numero dei dipendenti tesserati della società è di 172 (64 calciatori e 108 tecnici). Ciò contro i 99 (51 calciatori e 48 tecnici) della Juventus e i 53 (27 calciatori e 26 tecnici) del Napoli.
Il “costo azienda” di ciascuno di detti tesserati è di 865.000 euro circa. Come si giustifica un numero doppio di tecnici rispetto a quelli tesserati dalla squadra campione d’Italia negli ultimi 5 anni?
Esiste un piano di variabilizzazione parziale del monte ingaggi, come ad esempio ha predisposto il Manchester United?
Esistono delle linee guida con riguardo all’ eventuale rinnovo dei contratti in scadenza e, in particolare, dei più onerosi?
 

5) E’ possibile avere l’indicazione e il dettaglio dei calciatori in prestito ad altre società dei quali il Milan paga in tutto o in parte l’ingaggio?
 
 6) Il numero dei dipendenti non tesserati è di ben 145 (+ 20% dal 2012).
L’ unica squadra italiana che ne ha un numero maggiore è la Juventus (155) la quale gestisce in proprio le attività di stewarding dello Juventus Stadium e ha acquisito il ramo d’azienda Juve Merchandising (3 shop) gestito precedentemente da Nike?
Il CDA ritiene questo numero congruo?


7) Quali sono i benefici economici del trasferimento della società presso la nuova sede e, più in generale dell’operazione “Casa Milan”?
 
8) Fininvest negli esercizi 2014-2015 pari, il CDA prevede di riconsiderare la possibilità di realizzare un impianto di proprietà?
 
9) Il bilancio registra “provvigioni a intermediari” come parte di un monte di 4,8 milioni di costi professionali vari. 
Quale è la somma effettivamente corrisposta a tale titolo? Vi sono poi costi per “agenti sportivi” pari a 3,5 milioni di euro. Sono anch’ essi ricollegabili all’ ultima campagna acquisti? 


10)  Infine si riscontra che nel commentare la voce dei debiti verso fornitori, si da atto di un incremento di quasi 19 milioni di euro “imputabile prevalentemente alle fatture ancora da ricevere da parte di agenti sportivi”
È possibile chiarire dove tali costi sono stati imputati nel conto economico? Più chiaramente: è possibile sapere quali costi per provvigioni e compensi il Milan ha sostenuto verso intermediari e procuratori vari in relazione alle singole operazioni della campagna acquisti del 2015?   


11) Il CDA ha ritenuto di non accantonare alcunché a fondo rischi con riguardo alla domanda giudiziale per 36 milioni di euro proposta contro la società da Fondazione Fiera Milano per la nota vicenda dello Stadio al Portello.
Ciò in considerazione della valutazione di “non probabilità” dell’accoglimento di detta domanda “come da pareri professionali resi da consulenti legali e tecnici”. Con particolare riguardo ai primi, il CDA ha ritenuto di avvalersi di professionisti indipendenti e con i quali non ha altri rapporti fiduciari in corso? 


12) La Società ha registrato nell’ultimo bilancio, con un trend continuo ed inesorabile, un decremento dei ricavi, passati dai 329 milioni di Euro nel 2012 ai 221 ml. del 2015.
Quale strategia il CDA ha elaborato per contrastare e invertire questo andamento? Al riguardo vi sono, e nel caso quali, degli obiettivi che si è dato?
 

13) In particolare, appare evidente che i ricavi che dipendono direttamente dai risultati sportivi della squadra hanno registrato un calo coerente con le deludenti performance degli ultimi anni.
Quali valutazioni il CDA ha compiuto sul mancato raggiungimento degli obbiettivi che si era posto per quest’anno (qualificazione alla Champions League)?
Quali sono le azioni correttive che intende intraprendere?
Esiste un processo di pianificazione finanziaria coerente con le scelte di gestione sportiva e con gli obiettivi dichiarati?
In particolare, il Presidente Onorario ha fissato come target il raggiungimento di due finali di Champions League nei prossimi 5 anni: il CDA condivide questo obiettivo? Nel caso, come intende raggiungerlo?


14) La voce dello stato patrimoniale “debiti verso fornitori” incrementa nel 2015 di EUR 18,5 ml, passando da EUR 30, 2 ml. del 2014 a EUR 48,7 del 2015. L’incremento più significativo, pari ad EUR 17,1 ml., deriva dall’incremento delle fatture da ricevere che comprendono prevalentemente fatture da parte di agenti sportivi.
Il bilancio registra inoltre costi per agenti sportivi pari a EUR 3,5 ml. e “provvigioni a intermediari” come parte di un monte di EUR 4,8 milioni di costi professionali vari. Qual è la somma effettivamente corrisposta a tale titolo.
È possibile chiarire l’ammontare complessivo di commissioni pagate dal Milan nel corso dell’esercizio 2015 agli agenti sportivi e la loro suddivisione fra quota capitalizzata e quota spesata in conto economico?
 

15) La Juventus è una società quotata e redige il bilancio secondo i principi contabili internazionali IAS – IFRS. 
Nella nota integrativa sulle immobilizzazioni immateriali la Juventus evidenzia in una tabella riepilogativa gli oneri capitalizzati per singolo calciatore ed indicazione del valore di carico residuo. In maniera simile nel conto economico è presentata una tabella sugli oneri accessori da gestione dei diritti dei calciatori (tra cui anche i costi per gli agenti FIFA) con indicazione del costo per singolo giocatore.
Non si potrebbe adottare questa modalità di rappresentare tali costi in nome di una maggiore trasparenza?

Nonostante la sospensione di 90 minuti programmata dal CDA per rispondere alle domande, non è stata fornita alcuna risposta soddisfacente alimentando i dubbi di chi ritiene il Milan ormai un affare esclusivamente privato.

Proprio per questo il Presidente di APAMilan Edoardo Barone ha chiarito in sede di Assemblea perché sia nata l’Associazione dei piccoli azionisti, il proprio scopo, e perché è fortemente contraria a questa gestione societaria:  

‘’Gli azionisti di minoranza si sono riuniti in associazione circa un anno fa non per salvaguardare il proprio investimento rappresentato dalla titolarità di azioni dell’A.C. Milan S.p.A. in quanto irrisorio da un punto di vista economico, ma per tutelare quell’investimento morale inestimabile che ogni tifoso rossonero ha riposto nel Milan, avendo l’occasione e il diritto di esprimere il proprio pensiero direttamente alla dirigenza e ai soci di maggioranza del Club.

In questo senso, ciò che desta la nostra preoccupazione non riguarda solo i risultati sportivi ed economici del Milan, ma soprattutto lo stato gestionale del Club e conseguentemente dei tifosi rossoneri che sono costretti e riporre le loro speranze per una svolta nella cessione della proprietà da parte di Fininvest e sono disorientati per via del distacco dimostrato dalla Società e per la totale assenza di progettualità e trasparenza da parte del management.’’

 - La difficoltà con la quale hanno risposto alle nostre domande non fa altro che confermare la mala gestio del Milan - ha commentato il Vice Presidente di APAMilan Avv. Giuseppe Lascala, durante l’intensa intervista rilasciata a caldo subito dopo il termine dell’Assemblea, all’ingresso di Casa Milan, testimonianza dell’insopportabile frustrazione e della rabbia dei tifosi rossoneri.

Non resta che continuare a chiedersi: “quando si invertirà la rotta?!”

APAMilanAC

Associazione piccoli azionisti
della A.C. Milan S.p.A.
Cod. Fiscale: 97726290154

Corso di Porta Vittoria, 9
Milano

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