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Il Milan del Futuro - L’esperimento Savicevic

Era l’aprile del 2016, si parla dello scorso campionato, ma il tema è caldo oggi quanto allora. Sugli spalti a fianco a Barbara Berlusconi, in più di un’occasione, i tifosi del Milan avvistarono i familiari lineamenti del “Genio”, Dejan Savicevic, oggi presidente della Federcalcio del Montenegro. La presenza fece lecitamente ingolosire il pubblico di fede rossonera, il quale da tempo auspicava, e auspica tutt’oggi, l’ingresso in dirigenza di un soggetto che possa occuparsi dell’area tecnica e della ricerca di giovani di prospettiva sul mercato.

Prima lo spostamento in panchina di Leonardo – occhio rossonero sul campionato brasiliano e relativi talenti – poi la partenza di Braida, ora a Barcellona, hanno privato la dirigenza del Milan di due importanti pedine in ambito tecnico. Soggetti che garantivano la possibilità di arrivare per primi sui migliori prospetti e futuri campioni (Kakà per dirne uno), evitando le aste a cifre folli che oggi, più che mai, caratterizzano il calciomercato.

In questi anni abbiamo visto il gap economico tra il Milan e le maggiori società internazionali allargarsi in maniera insostenibile. Distanza che, proprio per la mancanza di lavoro di prospettiva, in breve si è estesa anche all’aera tecnica, come testimoniano gli scarsi risultati delle ultime stagioni e la conseguente lunga assenza dai palcoscenici europei.

Proprio per colmare il vuoto a livello dirigenziale sembrava essersi avviata una linea diretta con Savicevic, il quale, in virtù dell’incarico nella federazione del suo paese, collaborerebbe col Milan in via “ufficiosa”, consigliando ai rossoneri i migliori talenti dell’area balcanica. Durante i giorni di permanenza a Milanello, il Genio avrebbe segnalato per il mercato estivo Nebojsa Kosovic, polivalente centrocampista classe 1995, in forza al Partizan Belgrado (https://www.youtube.com/watch?v=okWLPUz_ExQ), capace di giocare da mezzala, da regista o come uno dei due centrocampisti centrali nel 4-2-3-1.

Come tutti sappiamo, di questa come di molte altre operazioni abbozzate tra luglio e agosto 2016, non s’è fatto nulla a causa del cambio di proprietà e della fine del ciclo Berlusconi. Ma la preoccupazione riguardo le strategie del nuovo Milan per il futuro rimane identica, forse persino maggiore data l’incertezza che ancora regna a proposito della nuova struttura societaria. Archiviato il caso Maldini, non si intravede ancora una figura capace di sostituire i sopracitati Leonardo e Braida nella gestione dell’area tecnica. Savicevic sarebbe una figura esperta e dal fascino romantico che spesso ha caratterizzato lo stile Milan, ma come detto, potrebbe dare soltanto un contributo limitato a consulenze informali.

Come si comporterà la nuova società in questo senso? Vedremo il Milan tornare sul mercato come le altre grandi a spendere cifre impossibili per i giocatori più in vista? O vedremo una società che, al netto delle nuove possibilità che la Sino Investments dovrebbe offrire, saprà tornare ad operare saggiamente acquistando i nuovi Kakà prima che esplodano a livello internazionale?

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